01/08/2013


Non ho niente, ma non sono povero
e ho tutto, ma nulla posseggo
bramo qualsiasi cosa
ma me ne allontano
perché ogni desiderio
genera un nuovo livido.

mi intristiscono le foglie che cadono
le farfalle fragili e incerte che volano
l’ira dei violenti su di me o il prossimo
nei loro occhi vedo l’universale spasimo
la lotta infinita di tutte le creature
per sopravvivere, per non perire
mentre il sole immobile
ci guarda e ride.

E sono divertito dalle invidie e dalle ire
dai moti e dagli scherzi dell’animo
dalla folla che inneggia al patibolo
dalla rabbia e dall’urlo atono
di ogni uomo,
perché in fondo è un misero.

Dell’affanno dell’universo io rido
dalle umane sofferenze mi allontano
dagli oggetti dei sensi mi commiato
un automa io divengo,
Transumano.


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