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Parte dei lavori poetici di Luca Gini, facenti parte della raccolta “Il Naufragio”

16/04/2013 poesia tratta da “Il Naufragio” , raccolta poetica di Luca Gini

16/04/2013

Il tiranno è stato clemente con te
il corpo fragile, minuto
come un violino ben tornito
è aggraziato come un tempo, e

il tuo sorriso quasi immaturo
che luminoso emerge dal tuo viso
non lascia trasparire nessun peso
ne’ un destino particolarmente duro

l’abile liutaio che ti ha costruita
è come se ti avesse presa
e messa dentro una leggera teca

per farti uscire dopo anni, lieta
senza che il tempo ti abbia recato offesa
per farti guardare con aria basita.

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tre età della donna klimt

22/07/2013

E’ fatta di notti insonni
di sigarette consumate, di ricordi
è il suono della penna
che follemente tenta di cacciar via
l’orologio che trafigge le ore, i minuti, i secondi

E’ una brodaglia di pensieri, fatti, impressioni
di polvere, idee, situazioni
è la somma finale
di tanti momenti
passati con la sigaretta penzoloni

aveva un buon nome
aveva
era una bella fanciulla
era
ed esiste da quando Eva
offrì sorniona la Mela

Che nome vuoi che abbia, suvvia
è quella vecchia bagascia della Poesia.

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alluvione

05/08/2013

Non voglio diventare un fiume
un grande corso d’acqua, disciplinato e mite
che attraversa le metropoli con acque mansuete
e da’ cibo e casa a qualche uccello implume

ne’ un lago, che placido ed immobile
disseta durante la calura campi e spighe
e abbevera bestie selvatiche
che vi si inchinano con fare umile

ma un ruscello irrequieto
sempre in balia delle stagioni
con le sue secche e con le sue alluvioni
che distrugge i ponti, e dopo poco torna quieto.

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01/08/2013

Non ho niente, ma non sono povero
e ho tutto, ma nulla posseggo
bramo qualsiasi cosa
ma me ne allontano
perché ogni desiderio
genera un nuovo livido.

mi intristiscono le foglie che cadono
le farfalle fragili e incerte che volano
l’ira dei violenti su di me o il prossimo
nei loro occhi vedo l’universale spasimo
la lotta infinita di tutte le creature
per sopravvivere, per non perire
mentre il sole immobile
ci guarda e ride.

E sono divertito dalle invidie e dalle ire
dai moti e dagli scherzi dell’animo
dalla folla che inneggia al patibolo
dalla rabbia e dall’urlo atono
di ogni uomo,
perché in fondo è un misero.

Dell’affanno dell’universo io rido
dalle umane sofferenze mi allontano
dagli oggetti dei sensi mi commiato
un automa io divengo,
Transumano.

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06/09/2013

Mi annoia tutto fuorché la noia
la noia non mi annoia mai, ultimamente
e quando sono in mezzo alla gente
bramo il momento in cui sarò di nuovo solo
di nuovo solo a non fare niente.

Ed anche se per un’istante solamente
una risata, un motto, un gesto mi attrae
ritorno subito a pensare a quando finalmente
mi permetterò di nuovo il lusso
il grande lusso di non aver nulla da fare.

Ed in quest’apatia io mi diletto,
come uno Yogi, od un brahamino
il mio tappeto da preghiera è il letto
il mio migliore amico il comodino.

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04/10/2013

Poema Futurista “Il Mantra del Trattore”:

*Ciak ciak ciak*
Secchio!
*Bo-bong* *tac tac*
“Avaanti!”
*Brum brum brum*
“STOP!
“Secchio!”
*poff poff poff*
*ciak ciak*
“Avaanti!”

Questo è il mantra del trattore
Se sei stato in una vigna ad ottobre
di sicuro comprendi il mio dolore.

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