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Alcuni estratti di poesia

Gottfried Benn – Morgue – Estratti ( Italiano )

Gottfried Benn (Mansfeld, 2 maggio 1886 – Berlino, 7 luglio 1956) è stato un poeta, scrittore, saggista e medico patologo tedesco.

Così come per Louis-Ferdinand Cèline, la sua vita è stata un’alternarsi di letteratura e medicina.

 

La sua prima raccolta poetica, “Morgue” ( obitorio ) è composta da una serie di canti a sfondo per gran parte medico, e descrive sia la sua attività di medico chirurgo che quella di medico patologo, oltre a parlare di temi più comuni nel mondo della poesia.

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Thomas Stearns Eliot

Thomas Stearns Eliot – The Waste Land – introduzione

Il declino della civiltà occidentale.
La crisi c’è, ma non è solo economica. E’ in primo luogo morale, filosofica, ideologica.
I vecchi modelli, le vecchie tradizioni con grossa difficoltà cercano di sopravvivere agli enormi cambiamenti che il nostro tempo richiede. L’adattamento prima di tutto, la velocità, la produttività, l’efficienza.
I valori religiosi e morali vacillano, spodestati dal consumismo, dal cinismo, dall’individualismo più sfrenato, spesso a discapito non solo del prossimo ma anche della collettività.
C’è Crisi“, come si sente dir spesso, ma è una crisi molto più ampia, molto più profonda di quello che si pensa. Affonda le sue radici nel cuore della cultura occidentale, e nei suoi modelli. Continua a leggere

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Guido Gozzano Vs Louis-Ferdinand Cèline

Inauguro il primo post non relativo a qualche mia produzione su questo sito con quella che ritengo essere un’interessante analogia tra due autori, contemporanei ma sicuramente molto diversi tra loro come il romanziere francese Louis-Ferdinand Cèline ed il poeta italiano Guido Gozzano.

L’argomento è lo stesso: signore che mangiano paste alla pasticceria. Il tono, estremamente diverso. Lo stile, pure.

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XX

Un uomo istruito venne a me un giorno.
Egli disse, “Conosco la via, – vieni.”
Ed io fui confortato da questo.
Insieme ci affrettammo.
Presto, troppo presto, noi fummo
dove i miei occhi erano inutili,
e la strada mi era sconosciuta.

Afferrai la mano del mio amico;
Ma lui infine pianse: “Sono smarrito.”

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tre età della donna klimt

22/07/2013

E’ fatta di notti insonni
di sigarette consumate, di ricordi
è il suono della penna
che follemente tenta di cacciar via
l’orologio che trafigge le ore, i minuti, i secondi

E’ una brodaglia di pensieri, fatti, impressioni
di polvere, idee, situazioni
è la somma finale
di tanti momenti
passati con la sigaretta penzoloni

aveva un buon nome
aveva
era una bella fanciulla
era
ed esiste da quando Eva
offrì sorniona la Mela

Che nome vuoi che abbia, suvvia
è quella vecchia bagascia della Poesia.

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alluvione

05/08/2013

Non voglio diventare un fiume
un grande corso d’acqua, disciplinato e mite
che attraversa le metropoli con acque mansuete
e da’ cibo e casa a qualche uccello implume

ne’ un lago, che placido ed immobile
disseta durante la calura campi e spighe
e abbevera bestie selvatiche
che vi si inchinano con fare umile

ma un ruscello irrequieto
sempre in balia delle stagioni
con le sue secche e con le sue alluvioni
che distrugge i ponti, e dopo poco torna quieto.

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01/08/2013

Non ho niente, ma non sono povero
e ho tutto, ma nulla posseggo
bramo qualsiasi cosa
ma me ne allontano
perché ogni desiderio
genera un nuovo livido.

mi intristiscono le foglie che cadono
le farfalle fragili e incerte che volano
l’ira dei violenti su di me o il prossimo
nei loro occhi vedo l’universale spasimo
la lotta infinita di tutte le creature
per sopravvivere, per non perire
mentre il sole immobile
ci guarda e ride.

E sono divertito dalle invidie e dalle ire
dai moti e dagli scherzi dell’animo
dalla folla che inneggia al patibolo
dalla rabbia e dall’urlo atono
di ogni uomo,
perché in fondo è un misero.

Dell’affanno dell’universo io rido
dalle umane sofferenze mi allontano
dagli oggetti dei sensi mi commiato
un automa io divengo,
Transumano.

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06/09/2013

Mi annoia tutto fuorché la noia
la noia non mi annoia mai, ultimamente
e quando sono in mezzo alla gente
bramo il momento in cui sarò di nuovo solo
di nuovo solo a non fare niente.

Ed anche se per un’istante solamente
una risata, un motto, un gesto mi attrae
ritorno subito a pensare a quando finalmente
mi permetterò di nuovo il lusso
il grande lusso di non aver nulla da fare.

Ed in quest’apatia io mi diletto,
come uno Yogi, od un brahamino
il mio tappeto da preghiera è il letto
il mio migliore amico il comodino.

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