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Valdarno Post Nucleare – La Genesi

Visto che me lo hanno chiesto in diversi, in questo articolo voglio parlare della nascita (e gestazione) del mio ultimo libro, Valdarno Post Nucleare.

Tutto iniziò, se non erro, circa 6 anni fa, quando dei miei amici, proprietari al tempo del Tesla Science Bar di Montelupo, indissero un concorso di racconti di fantascienza. Subito l’idea mi parve buona, ed acconsentii ad essere nell’organizzazione.

Il problema fu che dopo pochissimo mi accorsi che l’idea di partecipare ad un concorso di racconti di fantascienza era veramente ghiotta, ma ormai ero nell’organizzazione… come fare quindi…

Mentre pensavo mi passò davanti mia nonna. Sicché chiesi a mia nonna quando era nata.  Nel 1927. Bene. Città di nascita? Continua a leggere

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Poesia “Chiaccherando”

Poesia, tecniche cut-up e mista, 17/09/2017

Settembre ridimensiona
e lava via
la follia dell’estate
con pioggia e vento.

Ricorda
che anche noi siamo estate,
autunno, inverno,
fummo primavera.

Penso
che il lavoro non sia
fare un’opera
e metterci intorno una cornice,
ma fare una cornice
e metterla intorno ad un’opera.

Che poi
gli artisti non sanno vendere
e muoiono di fame in cantina,
la malattia è esistenziale,
la crisi dell’occidente umana.

Ma la penna
continua a scrivere dopo la sconfitta
come un soldato
che combatte la terza guerra
mentre alle spalle
la sua nazione è già esplosa.

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Cappuccetto Rosso Nike

“… E quindi mi raccomando, portali a Nonna, che sennò finisce male”.
Nonna stava nel quartiere degli immigrati dall’altra parte della città, e la cosa poteva non essere facile.
Era tutto nascosto nell’imbottitura dello zaino. Sudava, un po’ per il passo veloce, un po’ perché andare in giro in tardo pomeriggio con quasi un chilo di panetti di hashish le dava da pensare.

Quando aveva accettato di fare da corriere aveva undici anni, adesso ne aveva tredici e voleva smettere prima possibile.
Non le piaceva quel lavoro, ma le piacevano i soldi. Per esempio i soldi per la felpa rossa della Nike con cappuccio venivano da lì.
Ci si strinse, mentre cominciava a tirare un vento freddo, invernale. Iniziava a fare buio in città.

Nonna non era la sua vera nonna. Con ogni probabilità non era la nonna di nessuno. Quello che sapeva di per certo è che faceva le storie.
Prendi la roba da quello, la rivendi a quell’altro… quel tipo di storie.

Nonna non stava bene. Era diventata smunta, magra da far paura, bianca allampanata. Forse fumava troppa ero. Il problema principale era che non poteva passare a prendere il fumo da sola, e quindi qualcuno glielo doveva portare.
E qui entrava in gioco Cappuccetto Rosso, come era stata soprannominata di recente.

Quello che la preoccupava maggiormente erano gli sbirri, che quel giorno erano a qualsiasi angolo della città. C’era la partita.
Ma forse non avrebbero fatto caso a lei, alla fine non erano lì per quello. Continua a leggere

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cut up poetry

Cut up poetry : Heart of Darkness Vs La Bibbia Vs Majakovskij

Lavoro di cut-up, fonti: Heart of Darkness, La Bibbia, Majakovskij (La Nuvola in Calzoni), più alcune cose mie.

Ma è tutto un Truman Show?
Si tratta propriamente
Di una rapina a mano armata
Di omicidio premeditato su vasta scala.

E’ tutto un Truman Show?
E’ un vapore fluviale,
Una vecchia che sta seduta sulla sedia.

Tutto un Truman Show?
Sbarca altri soldati
Per vegliare sui doganieri.

In questa notte, nera come Azef
Ascoltate, Signor Dio!
Esistono le cose quando non le guardo?

Mi domando cosa succeda a quella genìa
Quando s’inoltra nell’interno
Un fragore ininterrotto, uniforme,
Irruente, precipitoso,
Io che decanto la macchina e l’Inghilterra
Come traduzione letterale
E mi vela la testa di sconforto
Il pensiero dei manicomi.

I tuoi occhi saranno su di me
Ed io più non sarò.

Esistono le cose quando non le guardo?
I tuoi occhi saranno su di me,
Ed io più non sarò
Lingua impura e parola falsa.

Esiste tutto quanto?
C’era connessa qualche idea?
Il re fu catturato
E condotto a Ribla
Presso il re di Babilonia
Uno dei due,
Il mento puntellato sulle ginocchia
Guardava nel vuoto.
Voi pensate sia la malaria che farnetica?
Vostro figlio è stupendamente malato.

Esiste la realtà?
Costoro si accamparono intorno ad essa
E costruirono attorno opere da assedio.

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Racconto “Nuove leggi”

“… E quindi con il decreto legislativo numero 547, denominato “Legge Gender”, si rimuove da qui in avanti la denominazione di genere da tutti i documenti personali, come carta di identità, codice fiscale e patente. La legge sarà in vigore da stanotte alle ore 00:00 e tutti i cittadini hanno tempo fino al mese prossimo per recarsi presso gli uffici predisposti e far aggiornare i propri documenti. E’ anche vietato usare le parole “uomo” e “donna” nel parlato comune, in quanto offensive e discriminanti, il tutto sempre dalla mezzanotte di oggi ”.

Gianfranco era allibito.
Sospettava, ma non credeva, che si arrivasse a tanto. All’inizio c’era stata una battaglia perlopiù linguistica, che aveva causato non pochi problemi.
Definire qualcuno per il sesso era diventato tabù, ma ancora non esisteva una vera legge a riguardo.
Non si poteva più dire “Signor Rossi” o “Signora Rossi”, ma semplicemente “Rossi”.

Questo perché usare termini più specifici avrebbe discriminato chi era in una condizione di sessualità mista, come i transessuali, nati uomini o donne, ma ormai del sesso opposto.
Il problema diveniva più pesante in caso di uomini con aspetto femminile ma attributi maschili o viceversa.
Per ovviare al problema si era creata l’usanza, quasi imposta, di eliminare il prefisso “Signor” o “Signora” da tutti i documenti pubblici e le lettere.
Ma non era bastato.

Per un breve periodo c’era anche stato un tentativo di utilizzare sigle X od Y per fare chiarezza sul sesso di nascita, ma anche questo aveva dato adito a scalpore e proteste da parte di chi aveva effettuato un cambio di sesso o pianificava di effettuarlo.
Quindi mai più uomo o donna, ma solo “persona”.
Ciò creava dei discreti problemi linguistici nell’italiano comune. Continua a leggere

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Notturno

 

A volte mi percepisco:
Esisto!

– Che cosa orribile –
Questa sensazione vomitevole
Che c’è davvero un tizio
Che sono io

E mi guardo allo specchio:
Non mi riconosco.

Esisto?
No, io non esisto.

Esiste lui.
E la mia presenza mi rivolta.

Metto le mani nei capelli:
Scappo.

Cerco qualcun altro
Ci parlo
– un po’ meglio –
– si, un po’ meglio –

Ma quando non c’è nessun altro
– solo lo specchio –
– Oddio –
Che rivoltante compagnia
Quel tizio lì
Che mi guarda
( VATTENE! )
Che dicono sia io.

— Luca Gini

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Cut-up poetry : Shakespeare vs previsioni del tempo

Altro esempio/esperimento di cut-up:

Shakespeare contro le previsioni del tempo:

Gravissimo maltempo
Nell’occhio del ciclone
Una bassa pressione
Con furore
Il suo cuore
Si incamminerà per raggiungere
La Valle del Rodano.
E quali saranno gli effetti sulle nostre ragioni?
Continua a leggere

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