Claudio (basso) Francesca (chitarra), Luca Gini (spoken word), Lorenzo (elettronica, drums). Siamo un gruppo di genere (credo) post punk. Siamo nati per caso, ma abbiamo cominciato a fare le prove con continuità, adesso il gruppo è composto da 4 componenti. Usiamo i testi del mio ultimo libro, “Il Calibano ed Altri Frammenti”, e probabilmente faremo delle presentazioni portando questa formazione per eseguire alcuni brani, i cui testi appunto provengono dal libro. Saranno delle presentazioni un po’ sopra le righe rispetto al solito. Per rimanere aggiornati e non perdervi gli sviluppi iscrivetevi alla newsletter sul sito www.ilnaufragio.it.
Versi di Luca Gini
Alcune poesie di Luca Gini
Poesia “Stanotte”
Il mio nuovo libro di poesia, “Il Calibano ed Altri Frammenti”, uscirà a giugno. Questa invece l’ho scritta ore fa
Stanotte
Sento la mia vita
Che cade fuori dalla finestra
Una goccia per volta
Con poco rumore.
Poesia “25 gennaio 2023”
Vorrei solo
Scrivere di quell’inizio,
Quelle cinque note,
Solo quelle cinque note,
La pioggia sulla finestra,
Vento su erba lunga e secca,
Viti selvatiche che inghiottono tutto,
Il cielo d’inverno,
Stormi che volano,
Quelle cinque note.
Poesia “Pandemia”
La città è silente,
immobile,
nessuno parla di
ceppo responsabile,
di antigene,
i rami sono quieti,
la sera d’inverno mite.
Qui non riscontrano,
non richiedono,
non suggeriscono,
c’è solo il cielo sgombro,
e le Pleiadi,
che splendono.
28/04/2021
Quando cammino per strada
a volte alzo gli occhi
al cielo striato della sera
e mi sembra una fortuna
che il cielo sia ancora così bello
che il fiume sotto così limpido
che l’aria della primavera
abbia un odore così intenso
e penso
che tutto questo
potrebbe sparire in un secondo
ma io invece
sono ancora così fortunato.
I commenti adesso funzionano di nuovo.
Poesia “Chiaccherando”
Settembre ridimensiona
e lava via
la follia dell’estate
con pioggia e vento.Ricorda
che anche noi siamo estate,
autunno, inverno,
fummo primavera.Penso
che il lavoro non sia
fare un’opera
e metterci intorno una cornice,
ma fare una cornice
e metterla intorno ad un’opera.Che poi
gli artisti non sanno vendere
e muoiono di fame in cantina,
la malattia è esistenziale,
la crisi dell’occidente umana.Ma la penna
continua a scrivere dopo la sconfitta
come un soldato
che combatte la terza guerra
mentre alle spalle
la sua nazione è già esplosa.
Poesia, tecniche cut-up e mista, 17/09/2017
Quindici Novembre
Quindici Novembre
mancano sette settimane
alla fine di dicembre, dicono.Questà è
La luna più grande
degli ultimi sessantotto anni, dicono.Proietta un’ombra dalla penna,
sul mio taccuino.
Sono in piedi in giardino.Faccio fatica
a vedere quello che scrivo
ma gli occhi si abituano:
vedo le canne muoversi
i cipressi torcersi
le imposte cigolano.Suoni nella notte
– è freddo,
è spettrale –
mi piace,
mi spaventa anche,
mi ricorda me.
— L.G.
Notturno
A volte mi percepisco:
Esisto!– Che cosa orribile –
Questa sensazione vomitevole
Che c’è davvero un tizio
Che sono ioE mi guardo allo specchio:
Non mi riconosco.Esisto?
No, io non esisto.Esiste lui.
E la mia presenza mi rivolta.Metto le mani nei capelli:
Scappo.Cerco qualcun altro
Ci parlo
– un po’ meglio –
– si, un po’ meglio –Ma quando non c’è nessun altro
– solo lo specchio –
– Oddio –
Che rivoltante compagnia
Quel tizio lì
Che mi guarda
( VATTENE! )
Che dicono sia io.
— Luca Gini
Poesia “Il Poeta” – scritta a quattro mani con Alice Leporini
Pubblico questa poesia scritta a quattro mani, una strofa a testa, con la bravissima Alice Leporini:
Il Poeta
Correndo dove finisce l’orma, cercando
Serrando le mani al costato
Corse sui lidi algidi, cercando
Il calore oblato.
Reclamatio trai sassi bianchi.Nato nimbato
Nato con occhi già stanchi
In quanto il vedere sperato
Sparì ben presto ai suoi sguardi.
Nato accecatoUn nuovo Tiresia era nato
Quando nell’albore vaghi
Sembra
Un gioco di santi ed aghi
L’efebo nudo rassembra
Un gioco di santi ed aghi
Guardalo bene, Nimrod…
Non è tanto diverso, mentre si smembra.
